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Leader Gruppi Stabili
 

Small Band Villani-Contardi

"First Flight"

     

In questi anni le nostre diverse e molteplici  esperienze ci hanno portato a suonare in varie formazioni musicali, da piccoli organici (trio, quartetto) fino al combo e alla big band. Andare oltre necessariamente ci avrebbe fatto approdare ad un’intera orchestra, esperienza che entrambi vedevamo come il naturale epilogo del nostro percorso musicale e professionale. Ma per problemi contingenti, legati imprescindibilmente alla crisi mondiale che naturalmente ha i suoi riflessi sulla musica, già penalizzata in tempi normali, abbiamo pensato che mettere su una small band fosse cosa più praticabile, non rinunciando completamente al nostro sogno.
La particolarità di questa formazione è la timbrica, in quanto ci sono i quattro sassofoni ed una tromba (quindi manca il trombone). Seppur entrambi abbiamo conseguito studi accademici (diploma e laurea in musica jazz), abbiamo sentito l’esigenza di interpellare arrangiatori e compositori che reputiamo essere tra i più rappresentativi di questo linguaggio e che hanno contribuito con composizioni originali scritte appositamente per il nostro organico.
Il progetto si sviluppa su di un ampio raggio musicale, passando da un jazz più “tradizionale” tipo americano ad un jazz di stampo europeo, fino ad arrivare a brani con veri e propri groove. Abbiamo ritenuto di garantirci un’elevata qualità coinvolgendo nel progetto quelli che riteniamo essere fra i migliori musicisti pugliesi con visibilità nazionale e oltre (Ottaviano, Partipilo, Presta, Emili, Piacentino, Pace), mixando il tutto in maniera per noi intereressante ma allo stesso tempo fruibile.
Speriamo di essere riusciti nell’intento.

     

Pierluigi Villani

"Experience"

 

Questo lavoro, registrato nel dicembre 2006, nasce dall’esigenza di mettermi in gioco come leader, sentendo – spero non troppo presuntuosamente - di avere qualcosa da dire in prima persona. Il disco si avvale della collaborazione di musicisti affermati, vedi Roberto Ottaviano, ed altri più giovani ma parimenti motivati, con i quali avevo avuto già modo di collaborare ed anche registrare sotto la guida preziosa e stimolante del Maestro Bruno Tommaso. Il disco è strutturato con brani originali, eccetto Barbados, composti ed insieme arrangiati espressamente per me da un gruppo di validi compositori (Contardi - Napolitano).
Formazione di Experience: Roberto Ottaviano (sax soprano), Vincenzo Presta (sax tenore), Luciano Bellico (sax alto e baritono), Antonio Piacentino (tromba), Bartolo Mercadante (trombone), Pierpaolo Bisogno (vibrafono e percussioni), Marco Contardi (piano), G. Verdolino (contrabbasso), Pierluigi Balducci (contrabbasso)

, Pierluigi Villani (batteria).
 
Da tempo immemorabile il "Regno di Napoli" mantiene una vivace consuetudine di rapporti con il mondo mediterraneo e africano. Non c'è quindi da stupirsi più di tanto se il jazz e le musiche ad esso riconducibili vi hanno trovato un humus fertile e pronto a sviluppi originali. Gli aspetti ritmici in particolare, che hanno nella musica popolare, ma non solo in questa, una forte presenza e connotazione, ci hanno regalato una profusione di personaggi il cui solo elenco occuperebbe troppo spazio. Basti citare, tanto per estremizzare, da una parte Gegè Di Giacomo, bizzarro anticipatore del dadaismo batteristico dei vari Han Bennink o Tony Oxley, e dall'altra la prestigiosa scuola percussionistica napoletana. Pierluigi Villani, possiamo dirlo serenamente, arriva da lontano: l'approfondito curriculum di studi, le esperienze con i più disparati mondi musicali, la voglia di conoscere e di mettersi in gioco sono alle spalle di questa sua "opera prima". Pierluigi non si limita a mostrare le sue virtù tecniche e dinamiche, ma si colloca, di volta in volta, come attivo stimolatore di idee quanto di umile e discreto accompagnatore, autorevole solista così come sensibile inventore di liriche melodie. Per questa "esperienza" Pierluigi Villani si avvale della collaborazione di giovani e brillanti musicisti,.. e anche di qualcuno più navigato, a cominciare dal sempre entusiasta Roberto Ottaviano. Molto rilevanti i contributi compositivi o di arrangiamento, dal pianista Marco Contardi , che qui recita la parte del leone, a Mimmo Napolitano, che in "Rwanda" riesce a dipanare una sintetica quanto efficace ed emozionante struttura narrativa, e infine Pierluigi Balducci, che materializza una scanzonata ma autorevole versione di "Barbados".
Bruno Tommaso 8-ll-2007
 
Conosco Pierluigi da anni, dai tempi in cui, nella seconda metà degli anni ’90, frequentavo con una certa assiduità la città di Napoli. Ben prima di suonarci insieme, l’ho conosciuto come amico, lui e la sua musicalissima famiglia che ho avuto il piacere di frequentare, anche se per poco tempo. Mi ero già accorto che le suggestioni musicali da cui traeva spunto erano molteplici. Si, d’accordo, uno dice che fa il batterista jazz ma che vuol dire poi nella pratica? Nel caso di molti musicisti oggi, significa assorbire e rileggere, tramite il linguaggio del jazz, tante musiche diverse. Partiamo dal fatto che la città in cui Pierluigi è nato si porta appresso non solo l’enorme tradizione melodica che conosciamo ma anche una bella fetta della storia del cosiddetto jazz-rock; in più Virgilio, suo padre, è stato per anni il cantante di riferimento di Roberto De Simone, e scusate se è poco. Tutte queste cose è bello sentirle, riconoscerle in questa incisione, in questa ”esperienza”.
Stefano Bollani
 
 
Co-leader Gruppi Stabili
 
Blenzig-Renzi-Villani Trio
 

Tre musicisti, esperienze che si maturano indipendentemente ed autonomamente, incontri che avvengono a due per volta : Blenzig e Villani otto anni fa in un tour italiano con Attilio Zanchi, Renzi e Blenzig a New York in Jam Session e Renzi e Villani che trasformano il loro incontro nell’incipit di un percorso comune, caratterizzato dalla voglia di esplorare la musica, prescindendo dai target. Da questi incontri nasce l’opportunità di riunire le tre personalità formando un trio. Un trio che ha condiviso trascorsi classici e didattici e che ha in attivo la registrazione di un disco appena registrato…( il 14 Maggio 2007) con composizioni di Blenzig, Renzi e dello stesso Villani, un disco che intende fermare e magari mettere a parte delle emozioni comuni e individuali che stanno dentro questa esperienza.

 
"Strange Energies" è un lavoro complesso e piuttosto articolato, sul piano degli arrangiamenti come su quello stilistico, dove la formazione tipica del trio si accosta al gusto avanguardistico dei suoi componenti, che amano giocare con le dinamiche e con le improvvise sottrazioni all'organico. La principale spinta in questo senso è dovuta alla presenza nel disco del pianista Charles Blenzig, musicista brillante purtroppo ancora non molto conosciuto in Italia. Lo stile di Blenzig, assolutamente peculiare e ben distinguibile, è infatti legato ad una tecnica costituita da alternanze di mettere e togliere, di suono e silenzio, apprezzabili nello specifico quando accompagna, e che rende la sua performance sempre molto vitale e la preserva dal diventare ridondante. A questo si aggiunge poi la sua straordinaria inventiva che, prima ancora che negli assoli, si rintraccia anche nei momenti più "di margine". Ed è sempre in Blenzig che il batterista Pierluigi Villani, ben più famoso in patria e di fatto colui che più degli altri ha controllato le redini di questa registrazione, ha trovato un compagno ideale e terreno fertile per sviluppare le proprie idee. Esecuzioni sensibili che spesso raccolgono spunti dal free, ma anche da esempi più recenti (vengono in mente i nomi di Smith, Mayer, Gatto). Senza nulla togliere alla presenza di Gianluca Renzi al contrabbasso, che qui riveste un ruolo importantissimo e lo risolve con grande estro, bisogna ammettere che è proprio grazie coppia Renzig-Villani che "Strange Energies" guadagna la rilevanza e la forza che presenta al pubblico. L'esecuzione di Renzi è buona e convincente, ma in fondo piuttosto standardizzata, nonostante alcune soluzioni per rendere le sonorità più ampie (ad esempio l'uso dell'archetto) ed una certa bravura nei momenti solistici, in particolare nel penultimo brano, "Anna & Sevy"; di contro invece gli altri due musicisti fanno letteralmente scintille e non perdono un colpo.
Più in generale, comunque, il trio Blenzig, Renzi e Villani piace e funziona bene perchè, senza troppa retorica, regala subito un ottimo esempio di jazz moderno di alta qualità. Lungo tutta la sua durata e fin dai primi minuti di ascolto si gode un incedere ritmico fatto di rotture, richiami, pause, accenti. Si resta ammaliati dal vigore ma anche dalla dolcezza di questo pianista e praticamente ogni suo assolo merita diversi ascolti. L'ultimo brano, "5/16" è scritto di suo pugno ed è quello dove troviamo le sue migliori idee, così come il più entusiasmante assolo di Villani.
In definitiva questo lavoro è un'ottima produzione: si fa apprezzare catturando l'attenzione in modo molto efficace, ed il tempo durante l'ascolto vola. Gli ascolti successivi sono quasi d'obbligo, per ritrovare i passaggi più sottili ed efficaci e i brani migliori, che sono, oltre all'ultimo, il già citato "Anna & Sevy", e "For Herbie". Un disco altamente consigliato.
Achille Zoni per Jazzitalia
 
 
Collaborazioni attuali
 
  Francesco Villani Trio "Anime"
  Marco Contardi 4tet